Introduzione
Nel 2023 Siena è diventata il primo comune italiano a ottenere la certificazione per il Turismo Sostenibile secondo lo standard del Global Sustainable Tourism Council (GSTC), ente promosso dal Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente e dall'Organizzazione Mondiale del Turismo. La certificazione, riservata alle destinazioni turistiche, si basa su oltre 170 indicatori che coprono quattro ambiti: gestione sostenibile e governance, sostenibilità socioeconomica, sostenibilità culturale e sostenibilità ambientale. Dopo l'audit condotto dall'ente accreditato Vireo, il certificato è stato confermato anche per il 2025.
Il riconoscimento si inserisce in un percorso più lungo. La provincia di Siena è stata la prima a conseguire la certificazione ISO 14064:2018 sull'impronta di carbonio di organizzazione, raggiungendo emissioni nette pari a zero o negative già nel 2011. Il risultato è stato ottenuto attraverso la compensazione integrale delle emissioni di gas serra grazie all'assorbimento degli ecosistemi locali, politiche ambientali di riduzione costante delle emissioni e uno sviluppo economico fondato sulla qualità ambientale. La condizione di neutralità carbonica è stata confermata fino all'ultima rilevazione disponibile, quella del 2022, verificata secondo lo standard Global Protocol for Community Scale Greenhouse Gas Emission Inventories, con una percentuale di assorbimento del 107% rispetto alle emissioni del territorio.
In questo quadro si colloca Sole nel Piatto, progetto dedicato alla ristorazione senese. Il turismo ha un peso economico centrale per il territorio e la ristorazione ne rappresenta uno dei punti di forza, insieme al patrimonio culturale, storico e paesaggistico. La filiera della ristorazione, però, è anche un'interfaccia tra i sistemi di produzione alimentare e il consumatore finale: in Italia il cibo incide per il 35% sulle emissioni totali di gas serra pro capite, e le scelte di approvvigionamento dei ristoratori hanno quindi un effetto ambientale diretto. Per orientare quelle scelte servono strumenti di misura, non dichiarazioni generiche.
Il progetto, finanziato dal Ministero del Turismo in riferimento al Fondo Unico Nazionale per il turismo, nasce dalla collaborazione tra le associazioni di categoria del territorio senese, Confesercenti e Confcommercio, e l'Università di Siena, attraverso il Dipartimento di Scienze Fisiche della Terra e dell'Ambiente e il Gruppo di Ecodinamica, che fornisce il supporto scientifico. Sole nel Piatto si inserisce nel contesto delle attività promosse da Vetrina Toscana e dalla Regione Toscana per la valorizzazione dei prodotti del territorio. L'obiettivo dichiarato è promuovere l'adozione volontaria di criteri certificati, come quelli GSTC e della Carbon Neutrality, all'interno della ristorazione locale.
Attività
La prima fase del progetto si è articolata in quattro azioni: ricognizione degli operatori e analisi di posizionamento, formazione, calcolo della sostenibilità dei piatti, comunicazione dei risultati.
Ricognizione degli operatori
Confesercenti e Confcommercio hanno svolto un'indagine tra i propri iscritti per verificarne la disponibilità a partecipare al progetto, analizzando anche il posizionamento degli esercizi rispetto ai temi della sostenibilità. Le associazioni hanno funzionato da tramite tra i ristoratori e la componente scientifica del progetto. Agli operatori è stato inviato materiale esplicativo, in formato video e testuale, sulle modalità di partecipazione e sugli obiettivi. Diciassette esercizi hanno risposto al contatto iniziale.
Formazione
La formazione è stata realizzata online dal Gruppo di Ecodinamica dell'Università di Siena. I temi affrontati:
| Tema | Contenuto |
|---|---|
| Definizione di sostenibilità | Il concetto e le sue definizioni, con attenzione alla prospettiva storica e ambientale del suo sviluppo |
| Impatto umano sul pianeta | Le principali pressioni sui sistemi naturali e le implicazioni per le società umane |
| Il costo ambientale del cibo | Il sistema alimentare come fonte rilevante di impatti ambientali |
| Metriche della sostenibilità | Indicatori di impronta, analisi del ciclo di vita (LCA) ed Emergy come metodologie di quantificazione |
| Il concetto di Emergy | La "memoria energetica" dell'ambiente, ovvero l'investimento della natura e della filiera nella produzione di beni alimentari |
| Variabilità degli impatti | Le differenze tra prodotti alimentari: l'impatto può variare di 50 volte per le impronte e fino a 800 volte per l'Emergy, a seconda della produzione |
| Implementazione pratica | Raccolta dei dati su ingredienti e consumi energetici dei piatti selezionati, per la valutazione scientifica personalizzata |
La metodologia
La sostenibilità può essere quantificata con approcci diversi: gli indicatori di impronta (di carbonio, idrica, ecologica), che misurano emissioni di inquinanti e appropriazione di risorse naturali, e l'analisi di ciclo di vita (LCA), che valuta gli impatti legati a un bene o servizio lungo tutto il suo percorso, dalla culla alla tomba.
In questa fase del progetto, il concetto di Emergy, sviluppato dall'ecologo statunitense Howard T. Odum, rappresenta la base metodologica. L'Emergy misura l'energia solare necessaria, in via diretta o indiretta, per generare un prodotto o un servizio. Funziona, quindi, come una misurazione dello sforzo che l'ambiente ha sostenuto per la generazione di un bene o servizio, e consente di stimare sia l'impatto complessivo sia il grado di rinnovabilità delle risorse impiegate.
Risultati
Dai contatti stabiliti tra associazioni di categoria e operatori è emerso un dataset di nove ricette, eterogenee per tipologia, modalità di preparazione e ingredienti.
| Ristorante | Ricetta |
|---|---|
| Ristorante Betulia | Pici all'aglione della Val di Chiana |
| Ristorante Walter Redaelli | Risotto carnaroli con pomodoro, burrata e pesto di erbe aromatiche |
| Ristorante Fontegiusta | Pici al ragù di cinghiale |
| Antica Trattoria la Torre | Tortellini fatti in casa ripieni di ortica e ricotta di capra |
| Osteria la Solita Zuppa | Zuppa di ceci e porcini |
| Ristorante Babazuf | Polpo croccante in salsa verde e cavolo rosso marinato |
| Ristorante Gusto Secondo Me | Buttera di Cinta senese |
| Ristorante Pesce d'Oro | Brustico |
| Ristorante Perucà | Carabaccia 2.0 |
Per ciascuna ricetta sono stati prodotti quattro elementi:
- La sostenibilità complessiva del piatto espressa in Emergy totale, tradotta nel "numero di soli necessari" alla sua produzione, cioè lo sforzo sostenuto dall'ambiente a partire dall'energia solare
- La percentuale di rinnovabilità delle risorse impiegate (% R)
- L'analisi hotspot, ovvero l'identificazione degli ingredienti a maggiore impatto
- Una discussione sintetica dei risultati
I risultati sono stati restituiti ai ristoratori sotto forma di scheda informativa. La rappresentazione grafica adottata usa il numero di soli come indicatore sintetico, con una colorazione che segnala la percentuale di rinnovabilità del piatto.
Sul piano applicativo, l'analisi apre alcune possibilità concrete per la ristorazione: il posizionamento dei piatti nel menu in base al livello di sostenibilità; la costruzione di menu tematici, come i "campioni di rinnovabilità" (piatti vegetariani o a filiera locale), le "eccellenze ad alto investimento" (carni di pregio con porzioni calibrate) o i "piatti di recupero" basati sulla circolarità, dalla ribollita alle polpette di bollito; la sostituzione di singoli ingredienti, per mostrare quanto un cambio mirato possa modificare il profilo ambientale di una ricetta.
Un dato interessante emerso dall'analisi riguarda la tradizione. Diverse ricette storiche della cucina senese risultano già allineate a un basso impatto ambientale, per via dell'uso di ingredienti locali e stagionali.
Prospettive
Quiesta fase del progetto rappresenta un'esplorazione degli strumenti di misurazione applicati alla ristorazione. Gli sviluppi individuati riguardano l'ampliamento della rete di operatori coinvolti e un piano di formazione continua, con eventi in cui i ristoratori possano discutere i risultati dei propri piatti e valutare alternative; l'approfondimento delle modalità di visualizzazione grafica dei dati; l'affiancamento all'Emergy di altre metriche, in particolare impronta di carbonio e impronta idrica, per aggiungere livelli di dettaglio alla valutazione; la costruzione di un'identità riconoscibile del progetto a cui gli operatori possano aderire.
Contatti
- Confesercenti Siena
- Confcommercio Siena
- Ecodynamics Group
- Vetrina Toscana
- Regione Toscana
- Ministero del Turismo
Sole Nel Piatto 2019
Il progetto ‘Il Sole nel Piatto’ è sostenuto e promosso dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena e ha come scopo principale quello di effettuare una caratterizzazione dei cibi sulla base della metodologia Emergy.
Vengono analizzate le produzioni agricole di 24 aziende selezionate da Coldiretti, CIA e Confagricoltura, che sono distribuite su tutto il territorio senese, con produzioni molto variegate tra loro: vino, olio, carne bovina e suina, miele, ortaggi, legumi, cereali, birra, tartufo, pasta e tanti altri prodotti !
Il nome ufficiale del progetto è ‘Emergy – Indicatori di Sostenibilità’, ma è stato soprannominato ‘Il Sole nel Piatto’ così da far comprendere fin da subito quanto sia importante il contributo del sole, e quindi della natura, nella realizzazione del cibo che mangiamo ogni giorno.
Il logo che apre questa pagina potrà essere utilizzato dalle aziende che hanno preso parte al progetto per esporlo sui propri prodotti.
L’emergy è una metodologia che permette di individuare il contributo sia diretto che indiretto che la natura ha fornito ai processi produttivi. Tutto ciò che giornalmente utilizziamo e consumiamo è stato generato da processi che sono sia di origine antropica, attraverso l’agricoltura e l’industria, sia di origine naturale, garantiti dai processi ecosistemici.
L’unità di misura utilizzata è il solar emergy Joule (sej) o unità di energia solare equivalente, poiché il sole, sia quello presente che quello passato, è alla base di tutte le trasformazioni che avvengono nella biosfera e nell’antroposfera.
Ogni forma di energia e materia utilizzata in un processo produttivo può essere quindi ricondotta all’energia solare, mediante un percorso a ritroso e l’emergy può essere così considerata come una “energy memory”, ovvero una memoria di tutta l’energia solare che è stata necessaria per supportare un sistema, tenendo conto del lavoro che l’ambiente ha dovuto svolgere per produrre un certo bene o prodotto.
Nelle immagini si vede un esempio di un diagramma di flusso che descrive in maniera semplificata una delle aziende che prendono parte al progetto. In esso vengono incluse le risorse rinnovabili (R), quelle non rinnovabili locali (N), e gli input non rinnovabili provenienti dall’esterno del sistema (F).
Obiettivi del progetto
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Classificare e caratterizzare i cibi analizzati mediante l’utilizzo di diverse unità di misura che permettano di esprimere l’emergy sulla base, ad esempio, della quantità prodotta e consumata di un dato prodotto (sej/g), dell’apporto energetico dell’alimento (sej/cal) e altre caratteristiche proprie delle diverse tipologie di cibi, come l’apporto proteico, il potenziale dolcificante, la redditività, ecc.
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Determinare il “tipo di sole” che è incorporato nei prodotti. Un prodotto agricolo è composto di sole ‘attuale’, che viene intercettato direttamente dalle piante, mediante la fotosintesi, ma anche da sole ‘antico’ che è stato immagazzinato in altri processi produttivi a monte della generazione del prodotto; un esempio di questo contributo indiretto del sole può essere il carburante il quale, derivando dal petrolio, è frutto di un’energia solare vecchia di milioni di anni. Sarà quindi individuata la componente rinnovabile e non rinnovabile di sole che è stata necessaria per realizzare un dato alimento.
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Realizzare strumenti di divulgazione per diffondere ad un ampio pubblico, sia i risultati del progetto, sia la metodologia utilizzata. L’emergy può diventare un mezzo per introdurre nel ragionamento comune elementi importanti come la rinnovabilità delle risorse e la pressione sull’ambiente esercitata dai processi produttivi e dalle nostre abitudini. Le informazioni ottenute con il progetto saranno utilizzate per realizzare strumenti di comunicazione che rendano l’emergy facilmente comprensibile al più ampio raggio di persone possibile, mediante diete, menù, libri, etichette e molto altro.
La sperimentazione di alcune possibili soluzioni per una sempre miglior comunicazione dell’emergy e delle tematiche ambientali al consumatore finale è già iniziata. Alcuni esempi:
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Piramide alimentare costruita sulla base di valori emergy (sej/g) di alimenti;
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Menù di un ipotetico ristorante in cui oltre al valore economico viene rappresentato il contributo ambientale all'alimento, mediante dei 'soli' che esprimono un valore in emergy (sej/g);
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Il marchio de 'Il Sole nel Piatto' è stato creato per individuare le aziende che hanno partecipato con impegno e generosità al nostro progetto, fornendoci i dati necessari alle elaborazioni. Esso testimonia la volontà da parte delle aziende di alimentare ricerca e innovazione nella direzione della sostenibilità dei processi. I risultati delle indagini consentiranno nel tempo di migliorare le produzioni e informare i consumatori riguardo alla sensibilità dei produttori e ai progressi che essi vorranno fare.